domenica 18 agosto 2019

Giorno 8: Montegrotto - Jesolo

Rimesso in buona forma dalla piscina termale, riparto... ma è solo un tratto breve, fino a Jesolo, dove gli amici Alessandro, Silvia e famiglia mi aspettano per concludere il viaggio con un paio di tranquilli giorni al mare.

Ma anche questo piccolo tragitto finale me lo godo, abbandonando l'autostrada e seguendo il corso il del Brenta tra pontili, campagna e ville venete (che ovviamente mi "obbligano" a scattare le ultime decine di foto... :) ). Gli ultimi pochi km sono, come è prevedibile, di coda ininterrotta; ma approfittando del mezzo riesco agevolmente a svicolare, e ad arrivare giusto per ora di pranzo. E poi... è solo relax!

Compreso il rientro verso Udine sono 188km.

Il che porta il totale a 2279km... mica male per quel che doveva essere un viaggetto breve per godersi il caldo. E se una cosa non è sicuramente mancata è stato proprio il caldo, onnipresente e per gran parte del viaggio, asfissiante. Abbastanza per un bel pezzo! ;)

Grazie ancora una volta a tutti quelli che mi hanno seguito e al prossimo viaggio... probabilmente verso nord! :)


Pontili sul Brenta

E poi... è solo relax!


giovedì 15 agosto 2019

Giorno 7: Deruta - Montegrotto

La mattinata di oggi è, per me, quanto si avvicina di più al concetto di vacanza ideale: nessun programma, nessun orario, nessuna destinazione, se non un vago "verso casa".

Sono a Deruta; oltre che la capitale della ceramica, è anche un famoso borgo storico, quindi comincio da una visita al centro. E in realtà, sarà la giornata, finalmente soleggiata e fresca, sarà che non c'è una gran folla (è ferragosto, saranno tutti in spiaggia?), ma a me il borgo sembra molto, ma molto più bello di quanto mi aspettavo. 
Vago tranquillo tra un vicoletto suggestivo e un cortile interno con gatti che si godono il sole, faccio qualche chiacchiera con i ceramisti... e ovviamente scatto una mezza tonnellata di foto. :)

Quando riprendo la moto, non imposto nemmeno il navigatore... vado a occhio verso nord, perdendomi nella campagna umbra, tra le colline coperte di quercie e ulivi, e torri, rocche, e borghi fortificati: Torgiano, Bettona, Mora, San Gregorio... tengo un'andatura tranquilla, a volte su stradoni di fondovalle dalle ampie curve e morbidi saliscendi, a volte su ripide erte, tutte rampe e tornanti, che portano in cima a cocuzzoli dai panorami incredibili. E' una goduria!

Sul fiume Chiascio (giuro! :) ) riesco a scovare una compagnia di locali che pranza all'aperto... in un frantoio (!) e mi aggrego ben volentieri, rimediando bruschette tipiche fatte con il loro olio, un vassoio di salumi locali e una scofana di buonissime tagliatelle fatte in casa, con olio, limone e noci. Mi offrono pure l'oca arrosto (tradizione umbra per il giorno di ferragosto) ma a quel punto non ci sta più.

Saluto... e mi accorgo che purtroppo è venuta l'ora di puntare decisamente sulla via del ritorno. Imbocco la E45, così mi posso godere il panorama collinare ancora per un po'... poi però è solo autostrada e una lunga corsa verso nord. Mi fermo a Montegrotto, dove posso riposare nell'acqua termale la spalla, un po' affaticata dalle molte ore in moto. Ma ormai siamo quasi a casa...

Km: 384


Deruta


Un muro di Deruta

Nella meravigliosa campagna umbra

San Gregorio: scorcio




mercoledì 14 agosto 2019

Giorno 6: Roma - Deruta

Il programma di oggi prevede molta moto e poche foto; l'obiettivo è infatti passare su alcune delle più belle (e impegnative) strade appenniniche, tra la zona del reatino e Perugia.

E siccome servono energie, dopo un'abbondante colazione, meglio passare per un ultima volta alla bottega trappista, per una Scala Coeli fresca ;) da degustare con tutta calma, prima di affrontare il G.R.A. e lasciare la città eterna.

Man mano che dai colli romani si va verso l'Abruzzo, il panorama cambia drasticamente, da basse colline fino a vera e propria montagna, con tornanti e passaggi decisamente più impegnativi. Dopo una breve sosta ad Antrodoco ("umbelicus italie" o così pare :) ) raggiungo Amatrice "casualmente" a ora di pranzo. :) Risultato: bis di Amatriciana e Gricia, piattone di arrosticini di agnello e birra artigianale del posto... sempre per accumulare energie, si intende.

Non che in effetti non servano. Da lì, si punta su Arquata del Tronto, da cui partono due percorsi meravigliosi: la breve ma dura salita alla Forca di Presta, verso Castelluccio di Norcia, con i suoi spazi immensi e il paesaggio quasi alieno, e la SS685 delle tre valli umbre fino ad Acquasparta, un lungo ghirigoro di bassa montagna e fondovalle che attraversa Norcia, in un territorio stupendo tra il Parco del Gran Sasso e quello dei Monti Sibillini.

Paesaggisticamente pura poesia , e puro divertimento di guida... ma è difficile parlare di divertimento, come è difficile togliersi di dosso il groppo alla gola che resta passando per Accumoli, Arquata, Piedilama, e tutti i paesi brutalmente spazzati via dal terremoto. Le "zone rosse", e gli enormi mucchi di macerie dove prima c'erano case, hotel, chiese, richiamano vive alla memoria le immagini di Gemona e Venzone. Offre un po' di speranza, però, il notevole giro di turisti (tantissimi motociclisti) che animano i borghi e comprano dai prefabbricati dove si sono trasferiti ristoratori e negozianti, che cercano faticosamente di rimettersi in piedi.

Dopo centinaia di km di salite, discese, e tornanti, allungo ancora un po' verso nord, ormai in rientro, e mi fermo a Deruta, capitale delle ceramiche e maioliche umbre. Domani sarà probabilmente l'ultimo borgo da visitare prima di imboccare la strada del ritorno.

Km: 372 (faticosissimi)


Antrodoco...

... ombelico d'Italia (eh, beh!)


Il punto più alto quest'anno

Gli incredibili spazi della piana di Castelluccio di Norcia







martedì 13 agosto 2019

Giorno 5: Roma (Tre Fontane)

Sbrigate di prima mattina una paio di faccende pratiche (tipo... il bucato ;) ), a pochi minuti dall'albergo c'è la meta principale del viaggio: il monastero delle Tre Fontane. 
Rispetto alle abbazie belghe, la parte visitabile è piuttosto ampia e interessante, ma non perché i monaci siano più "aperti" (sempre trappisti sono, quindi "ora et labora" e clausura), quanto perché il complesso è antichissimo, e comprende qundi diversi edifici storici che non sono parte del monastero.

Posso quindi visitare la chiesa del martirio di San Paolo, la cappelletta della Scala Coeli, una parte del parco, e (in un secondo momento) la chiesa del monastero, austera e scarna come da tradizione... e soprattutto la bottega trappista, strapiena di cioccolata, marmellate, miele, e soprattutto, finalmente, birre.

Birre, al plurale, perché:
1 - la produzione dell'abbazia è aumentata e ora vede due birre "normali" (la Tre Fontane "Triple" e la nuova "Scala Coeli") oltre a una serie limitata (una IPA prodotta in collaborazione con Spencer!)
2 - la bottega vende anche una serie di birre da altri monasteri, tra cui spuntano alcune etichette mai viste.
E qui la sorpresa. Non uno, ma ben due monasteri nuovi hanno cominciato a produrre birra: uno in Spagna, e uno... in Inghilterra! Niente, è destino che ci debba tornare di nuovo. :)

Mi gusto una amarissima IPA (non il mio genere) attorniato da un nugolo di turisti orientali che comprano quintali di tutto, e torno più tardi per la Triple (moooolto meglio!) 
Quest'ultima, a mio parere, una delle migliori del genere.

A questo punto mi resta il pomeriggio per fare classicamente il turista per il centro di Roma. Visto che sono in giornata di chiese, ne visito un paio di spettacolari (soprattutto Santa Prassede e Santa Maria in Ara Coeli), ma è impossibile poi trattenersi dai classici (Colosseo, Pantheon, fontana di Trevi)... e giù foto su foto, ma che scarpinata! Domani sarà meglio far camminare la Versys. :)

Km: 30 circa (in moto)


Ora et labora (e tasi!)

Finalmente... ma checcavolo, il bicchiere di plastica...

Un sobrio lampione romano

Il meraviglioso pavimento di Santa Prassede

L'incredibile sfarzo di Santa Maria in Ara coeli

L'austera chiesa dei trappisti (che contrasto, eh?)






lunedì 12 agosto 2019

Giorno 4: Rio Marina - Roma

Quasi a tradimento, mi sveglio con la pioggia... o meglio con quattro goccie che aumentano l'afa e subito se ne vanno. In fila all'imbarco del traghetto fa già un caldo tremendo, che peggiora durante la giornata e allontanandosi dal mare.

E una volta sbarcato di nuovo sul continente, il mare in effetti me lo lascio alle spalle, ma non prima di essermi sciroppato un lungo tratto di Livorno-Roma (prima) e Aurelia (poi). Nonostante il caldo torrido, è una consolazione staccarsi dalle grandi strade e puntare verso l'interno, tra le colline dell'alto Lazio. Il paesaggio è nettamente diverso qui; non più aspro come nella parte umbro-marchigiana, invece ricorderebbe quasi l'ondulata Bretagna... se non fosse per l'uniforme color "erba secca". :)
E' comunque il tipo di terreno ideale per la Versys, che, incurante della calura, romba felice in quasi totale solitudine.

Anche qui si sprecano i borghi storici che meriterebbero una sosta e ben più di qualche foto, ma io ho già scelto il mio: Bomarzo, con il suo famoso "Giardino dei Mostri". Rapida sosta per "magnà", come si dice qui (lumache al sugo, cicoria in rosso, e ciambelline all'anice... yumm!) ed è un infuocatissimo pomeriggio, quando entro nel parco, che per fortuna è quasi tutto all'ombra di alberi secolari. E' comunque un'esperienza a dir poco bizzarra ed enigmatica.

Poco però il tempo di pensarci su... punto verso Roma, costeggiando il lago di Vico, tra bellissimi colli alberati e ombrosi; ci volevano, prima del Grande Raccordo Anulare per arrivare all'hotel in zona EUR. Cena in ristorantino tipico sul lungotevere: rigatoni co la pajata e cicoria sartata... ammazza aho! :)

Km: 358

Tuscania: mirabile esempio di "lunedìchiuso" italico

Il borgo storico di Bomarzo

Bomarzo: scorcio

Un "mostro" del giardino magico di Bomarzo




Giorno 3: Chianciano - Rio Marina (Elba)

Ben rimesso in sesto dalla piscina termale, parto senza indugi in direzione Piombino. Ma prima, ci sono colline e ancora colline... tornanti e curvoni dolci in mezzo alla maremma, ulivi e cipressi, girasoli e vigneti.

E ancora borghi spettacolari arroccati sui colli, che piange il cuore a non potersi fermare in ognuno... San Casciano, Montepulciano, Montalcino e altri ancora. Dopo tanta meraviglia, anche l'inevitabile trattone finale di superstrada non disturba. Disturba invece l'afa. All'imbarco (e soprattutto allo sbarco), la stiva del traghetto dà l'esatta idea di come deve trovarsi un pollo arrosto nel forno. :)

Sull'isola il clima è un po' migliore ma il sole picchia comunque tantissimo. Quindi dopo un'oretta di curve sospese tra strapiombi e mare, meglio rinfrescarsi... picconando un po' di sassi! Il clou di giornata è infatti una visita al museo delle miniere di Rio Marina, con tanto di escursione nei giacimenti a bordo di un vecchio gippone militare, dove ci lasciano scavare pirite ed ematite, e portare a casa quel che troviamo. Indimenticabile! 

Serata conclusa con cena a base di pescespada, in un simpatico alberghetto in mezzo agli ulivi.

Km: 223


Colline toscane

... e all'improvviso il mare!

L'incantevole Rio Marina

Ematite e zolfo... passatemi il piccone!


Colori dell'Elba



sabato 10 agosto 2019

Giorno 2: Fossombrone - Chianciano

A dispetto dei punti di partenza e arrivo, la gran parte della tappa si snoda tra due borghi antichi: Urbino e Gubbio.

Anzi tre, perché su consiglio di Alessandro, inizio la giornata dalla rocca malatestiana di Fossombrone... purtroppo ufficialmente chiusa (per lavori) ma non abbastanza per chi voglia comunque fare qualche foto. Molto, molto suggestiva!

Ma già la giornata inizia a farsi incandescente, tempo di puntare sulla vicinissima Urbino... qualche intoppo col parcheggio del mezzo, giro del centro storico e visita guidata del palazzo ducale (meraviglioso!) ed è subito mezzogiorno, e il caldo si fa infernale. Ancora una volta il consiglio di Alessandro salva la situazione: punto sul passo del Furlo e su per la gola la temperatura è parecchio più vivibile. Poi, dopo crescia e birra, e con i piedi in ammollo nel fiume, si sta decisamente meglio. :)

Comunque, quando arrivo a Gubbio nel primo pomeriggio, fa davvero caldissimo: in moto si fa tanta fatica, ma anche per le strade del borgo boccheggiano tutti: turisti per strada, baristi, vigili... solo i vecchi del paese sembrano tenere botta... ma loro conoscono i vicoletti più freschi, e lì si radunano per un tresette e un fiasco di nero in compagnia.

Dopo l'usuale raffica di foto, è tempo di rimettersi in sella, e avvicinarsi all'Elba. Siamo nella maremma, e i panorami sono indimenticabili, ma l'afa rende tutto faticosissimo... infine decido di fermarmi a Chianciano, dove trovo un'occasione per un albergo con piscina. Quale modo migliore di rimettersi in sesto dopo una giornata torrida? :)

Km: 246




Quel che resta dell'imponente rocca di Fossombrone

Urbino vista dal "Torraccino" del Palazzo Ducale
Scorcio di Gubbio


Girasoli nella maremma toscana