mercoledì 22 agosto 2018

Giorno 17: Karlsruhe - Udine (fine)

I chilometri da fare sono ancora tanti, e l'hotel è nel mezzo della periferia industriale di Karlsuhe (praticamente  nel parcheggio della Siemens) perciò scorci suggestivi nisba. Quindi sveglia presto, colazione robusta (tanto ci ho preso gusto :) ) e una decisa sparata di autostrada per tutta la mattina, fermandosi giusto il tempo di far benzina.

Lo scopo è quello di oltrepassare il prima possibile il solito imbottigliamento tra Monaco e Rosenheim, che per fortuna non è tragico come altre volte... quando finalmente nel primo pomeriggio arrivo in Austria, posso calare un po' il ritmo e godermi i panorami; la giornata è infatti stupenda, soleggiata e tersa, e tutta l'Austria pare un immensa cartolina.

Una volta imboccata la ormai familiare Felbertauernstraße, è già come essere a casa... Mittersil, Lienz, poi i tornanti del Plockenpass e siamo in Italia, e da lì tutto un dritto per arrivare finalmente sul divano di casa a scrivere quest'ultimo post.

Km: 654. Che portano il totale a nientemeno che 5006! E meno male che il traghetto ha accorciato il tutto... :)

Che dire... è  stata dura e il meteo ci ha messo un po' del suo, ma ne è comunque valsa assolutamente la pena. Un'avventura e un'esperienza memorabile, di quelle che ti portano così  tanto fuori dalla tua "comfort zone", da cambiarla per sempre.

È d'obbligo ringraziare tutti gli amici incontrati "magicamente" in Belgio (Morghi, Grego, Piccia, Marco, Chiara e Ayla), e le tante gentilissime persone conosciute lungo il percorso, che non leggeranno mai questo post, ma che ricorderò con piacere ogni volta che penserò a questi giorni fantastici.

Vorrei chiudere con una citazione di R. Pirsig:
"questa è una delle cose più difficili da fotografare. [...] Il paesaggio è  lì ma quando guardi nel mirino non c'è niente. Appena lo delimiti, scompare."

È la frustrazione ben nota di chi prova a fotografare gli spazi immensi, a catturare le sensazioni che si provano negli enormi glenn o nelle brughiere battute dal vento. Inutile ingegnarsi con tagli e grandangoli, esposizioni e tempi... il problema non è tecnico. Forse, semplicemente, sono sensazioni che non puoi portare a casa in una memory card, ma solamente nel cuore.

Ecco, la Scozia è un paese così, lo porti a casa nel cuore.

Grazie a tutti quelli che mi hanno seguito, e al prossimo viaggio.


La chiesetta di Kiefersfelden, lungo la strada
Bottino di guerra, da condividere con gli amici. :)


martedì 21 agosto 2018

Giorno 16: Zeebrugge - Karlsruhe (Zundert)

Per motivi non precisati, la nave è salpata in ritardo ieri sera e stamattina ovviamente è arrivata in ritardo di un'ora, mandando all'aria tutta la procedura di sbarco, che dura un'eternità. Se quindi mi fosse rimasta una tentazione di provare un unico "tappone" verso casa, la metto subito via, non ci starei coi tempi arrivando a notte fondissima.

Quindi, visto che la giornata è pure bella, perché non approfittarne per allargare qualche km in Olanda, verso Zundert, e visitare l'ultimo monastero trappista birramunito della zona che ancora mi manca? :) Detto, fatto (anzi... tra il dire e il fare c'è di mezzo il navigatore che mi fa fare quasi 20km in tondo per arrivare a un distributore che non c'è... porc!)

A Zundert, come sempre, l'abbazia non è visitabile se non per i pellegrini, ma come a Rochefort è possibile mettere il naso nella chiesa a patto di non disturbare i monaci. Sia l'edificio principale che la chiesa sono comunque ben poco spettacolari, e decisamente spartani... ma questo incarna perfettamente il credo dei trappisti: in cielo non ci si va per essersi circondati di ori e affreschi, ma per aver lavorato duro. Quanto meno rispettabili per la loro coerenza.

E in linea con le altre abbazie trappiste, a breve distanza c'è un chiosco/baretto dove si possono degustare i prodotti del monastero... qualche crocchetta "specialità del posto" e un po' di formaggio olandese, ad accompagnare una dignitosissima Zundert (una classica ambrata d'abbazia) e purtroppo è già l'ora di abbandonare questa splendida gita nella tranquilla campagna olandese, per rituffarsi in autostrada e macinare chilometri.

Anzi, si è fatto pure abbastanza tardi, quindi spingo finché fa buio. Mi fermo a pernottare a Karlsruhe, solo perchè è di strada.

Km: 663


L'abbazia di Zundert (quel che se ne vede)
Zundert: austera chiesa trappista
Il prodotto locale


lunedì 20 agosto 2018

Intermezzo: cucina inglese

Scena 1: ristorante un po' in tiro, a bordo della nave che riporta sul continente.

La cameriera 1 elenca una serie di piatti da mettere i brividi (crocchette di barbabietola e pesce affumicato, zuppa di broccoli e cheddar cheese...), quando finalmente:
"... and then we have the T-bone of Black Angus".
Aha! Fatta!
Impeccabile, cameriera 1 mi chiede la cottura.
Poi rovina tutto:
"... and... which sauce do you want on it"?
Mi si rattrapiscono le orecchie. Faccio finta di non sentire.
Ma lei insiste:
"Pepper sauce? Barbecue sauce?"
ARGH!
"... Bearnaise?"

Scena 2: dopo aver convinto la cameriera che l'unico condimento che va su un T-bone di Angus è l'osso, sto finalmente addentando il mio bisteccone nudo e (quasi) crudo.

Mi si avvicina il cameriere 2.
Mi nota mangiare il T-bone "liscio".
Faccio finta di niente
Si fa sotto con aria complice:
"Sir, do you want some ketchup with it?"
OUCH!
"... or mayonnaise?"

Voglio tornare in Italia!


Giorno 15: Cairndow - Hull

Ultimo giorno in Scozia e ultima colazione scozzese tipica. Provate quelle con l'haggis e il black pudding, mi resta solo quella con il pesce affumicato, che non è salmone, ma kipper, pescato in fronte all'albergo. A me pare aringa, e tutto sommato l'idea di far colazione con l'aringa mi è familiare. Ben rimpolpato, si parte.

I tempi della giornata sono calcolati con precisione per arrivare a Hull in tempo utile per l'imbarco sul traghetto, e pure con meno margine di quello che vorrei, quindi poche foto e tanta autostrada.

Inizialmente comunque la strada svolta all'interno del parco dei Trossachs, e questa volta non piove, quindi posso godermi le vedute spettacolari... ma pian piano i loch scompaiono, gli impervi glenn lasciano il posto a colline più rotonde, l'erica cede il passo all'erba, e quando anche le vacche al pascolo non hanno più le "chiome" delle imponenti highlands, ecco che nello specchietto vedo allontanarsi il cartello "Welcome to Scotland", che scompare all'orizzonte. Un po' di magone ci sta.

Ma non c'è tempo per pensarci su... via a tutta, benzina, tramezzino, benzina, sosta per sgranchirsi, e arrivo a Hull preciso in tempo per l'inizio dell'imbarco. Il margine è servito per un paio di soste impreviste per metter su la tuta antipioggia (visto che, indovinate? Piove...) e per "curare" il navigatore, che su più bello ha deciso di spegnersi.

Poco male, l'importante è essere di nuovo sulla Pride of York, e domani di nuovo sul continente.

Km: 530 circa

Cairndow Stagecoach Inn: "singola economica"...
Loch Fyne
L'incredibile specchio del Loch Long.

domenica 19 agosto 2018

Giorno 14: Oban - Cairndow (Islay)

Questa tappa sull'isola "tempio" dei cultori di whisky scozzese è stata in bilico fino all'ultimo, per la difficoltà di "incastrare" giorno, orari dei traghetti e percorso stradale. A posteriori, sarebbe stato davvero un peccato!

Eppure l'avvio non è stato dei migliori: sveglia presto per poter arrivare in tempo al terminal del traghetto a Kennacraig ("solo" 56 miglia, ma di highlands!) e tanto per cambiare piove. Amen, parto lo stesso... ed essendo domenica mattina mi gusto in totale solitudine la strada che taglia tra boschi e mare, costellata dall'ormai consueta ma sempre spettacolare alternanza di loch e glenn... e, meraviglia, arrivato all'imbarco smette di piovere, e sul mare si vede qualche raggio di sole.

Così, quando arrivo ad Islay, l'isola mi accoglie finalmente con un cielo azzurro che si riflette sul mare calmo, e strade asciutte, e semideserte, su cui posso finalmente far rombare i quattro cilindri della Versys... una gioia. L'isola per quanto piccola, vanta nientemeno che una decine delle distillerie più famose del mondo; avendo tempo solo per visitarne una, punto su quella più piccola ed eccentrica, e resa famosa dalla serie di libri della "scrittrice senza nome": Bruichladdich.

La visita è spettacolare, perché qui non ti fanno guardare le cose da "dietro il vetro" ma consentono di toccare, assaggiare, annusare tutta la produzione, compiuta ancora con le tecniche dell'epoca vittoriana. Il prodotto, poi, è straordinario, e per fortuna la scarsa capacità di carico della moto non mi consente di rovinarmi le finanze in bottiglie pregiate. Cioé... almeno non del tutto. :)

Mi resta pure qualche ora da passare in riva al mare, a gustare una carrot cake (come fanno a farla così buona?), scattare foto finalmente luminose e assaporare i ritmi lenti di un'isola che mi resterà nei ricordi soprattutto per i suoi profumi. Cereali tostati, torba, legno, salsedine e cose buone... un mix difficile da spiegare, eppure memorabile.

Il rientro porta in hotel a Cairndow, località scelta quasi solo per la posizione vicina alle strade principali... e invece la sorpresa finale è proprio la locanda in riva al lago, meravigiosamente tipica. Da domani, ahime, si inizia il viaggio di rientro.

Km: 233


Finalmente il sole!
Bruichladdich: il software gestionale...
Vita sull'isola
Steampunk
Felicità


sabato 18 agosto 2018

Giorno 13: Oban (Mull, Iona, Staffa... quasi)

Oggi tour organizzato, quindi non mi devo preoccupare di nulla se non di arrivare in orario all'imbarco, che posso raggiungere a piedi dell'albergo.
Il traghetto in breve porta sull'isola di Mull, che visitiamo in pullman. Il mezzo non è la mia passione, ma la cosa risulta comunque decisamente spassosa, complici le spettacolari vedute dell'isola e il bravissimo autista/guida che tra una battuta e una spiegazione, trova il tempo di raccontare leggende di cavalieri senza testa e addirittura cantare in gaelico, mentre schiva macchine e altri autobus su una one-track-road. Mitico!

Da lì, una lancia dovrebbe portarci su Staffa, santuario naturalistico e celebre per le sue caverne e scalinate di basalto... ma più ci avviciniamo all'isola e più il mare si ingrossa... non piove ma si balla parecchio, tanto che attraccare diventa impossibile. Per quanto il capitano faccia del suo meglio, riusciamo solo vedere qualche foca e gli scenari dal mare, prima di filare precipitosamente in porto a Iona... nel frattempo infatti il mare si è fatto cattivo, e la barchetta zompa e gira tale e quale a un ottovolante, con l'aggiunta di schizzi di acqua salata. Insomma divertentissimo. :)

La piccola Iona, nonostante il vento e il cielo grigio, si conferma come una delle più suggestive tra le isole scozzesi, quindi raffica di foto (fortunatamente la Pentax sembra aver retto l'acqua salata) all'abbazia e a tutto il resto, impinzata di cozze locali, e percorso a ritroso traghetto-autobus-traghetto  per tornare alla base. Cena a fish & chips per restare in tema marinaro. :)

Km: 0 (con la moto)


Foche tra Iona e Staffa
Staffa dal mare
Le famose gradinate di basalto di Staffa
Iona: le rovine del monastero
Iona: la croce di st. Martin.
Iona: il chiostro dell'abbazia


venerdì 17 agosto 2018

Giorno 12: Fort William - Oban

Sveglia. Cielo plumbeo, pioggia e raffiche di vento.
Eppure l'idea sembrava buona... dal momento che mi resta un giorno prima del tour delle 3 isole (prenotato) che parte da Oban, usare la trasferta da Fort William a Oban "allungando" per due celebri siti paesaggistici: Glencoe e il parco del complesso dei Trossachs.

Sembrava, appunto, una buona idea, e parto comunque per il giro... ma oggi il meteo decisamente non collabora. Gli spazi immensi di Glencoe si perdono nella nebbia, pur restando comunque molto suggestivi. Una grande occasione per gli amanti della fotografia low-key, che non è decisamente il mio pane.

Salendo sulle montagne, la pioggia rinforza, il vento pure, la temperature in compenso crolla... non è un gran bell'andare. Riesco comunque a scattare qualche foto alle cascate di Falloch, ma c'è fango dappertutto e, legato nei movimenti dalla tuta antipioggia, e con stivaletti non certo da trekking, devo metterci tutta l'attenzione per non diventare parte della cascata stessa. :)

Il rientro verso Oban non è molto meglio... mi fermo per un the caldo lungo la strada, ma è inutile aspettare che spiova, quindi avanti sotto l'acqua... ed è un peccato perché la strada sarebbe molto divertente, e per quel poco che se ne vede, piena di scorci meravigliosi. Provo quindi qua e là qualche scatto, ma alla chiesa di St. Conan, mi accorgo che anche la macchina fotografica si è infradiciata a forza di venir usata sotto la pioggia.

Arrivo a Oban, doccia calda, e il mondo sembra subito migliore. Il resto, domani.

Km: 213


Glencoe in mezzo alla nebbia
Cascate a Glencoe
Il lago dalle finestre di St.Conan